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Congedo parentale 2024 a chi spetta, durata e novità

Congedo parentale 2024: a chi spetta, durata e novità

Negli ultimi anni il congedo parentale è stato oggetto di significative modifiche legislative con l’obiettivo di migliorare gli strumenti di tutela per i genitori lavoratori e agevolare l’equilibrio tra vita professionale e vita familiare.

Vediamo insieme cos’è il congedo parentale, quali sono le novità introdotte dalla Legge di, quali sono i requisiti di accesso, la durata complessiva, le modalità di fruizione, gli importi dell’indennità e come richiederlo.

Cos’è il congedo parentale

Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro concesso ai genitori fino al 12° anno di età del figlio o del bambino che entra in famiglia a seguito di adozione o affidamento. Si tratta di una misura diversa e aggiuntiva rispetto al congedo obbligatorio di maternità o paternità, che ha lo scopo di consentire ai genitori di prendersi un periodo di astensione dall’attività lavorativa, in parte retribuito, per occuparsi dei propri figli.

Il congedo parentale ha radici negli anni ’70. Nel corso degli anni sono state apportate modifiche, finché il legislatore è intervenuto per:

  • Ampliare la platea dei beneficiari includendo anche i padri;
  • Estendere la durata massima a 11 mesi;
  • Renderlo fruibile in modo frazionato ed orario;
  • Incrementare gli importi dell’indennità di congedo;
  • Semplificare le procedure di domanda.

Queste modifiche hanno reso il congedo parentale sempre più idoneo a conciliare esigenze lavorative e familiari, adeguandolo ai cambiamenti della società.

Chi può richiedere il congedo parentale

Possono richiedere il congedo parentale i genitori lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato, ad esclusione dei lavoratori domestici, a domicilio o con rapporto di lavoro cessato.

Possono richiederlo non solo i genitori naturali ma anche quelli adottivi o affidatari, per i quali valgono le stesse condizioni di accesso e fruizione della misura.

Nel dettaglio, spetta a:

  • Madri lavoratrici;
  • Padri lavoratori;
  • Genitori soli, nel caso in cui l’altro genitore sia assente o deceduto;
  • Genitori adottivi o affidatari.

I lavoratori autonomi possono fruire di un periodo di 3 mesi di congedo parentale indennizzato, da utilizzare entro il primo anno di vita del bambino.

Durata congedo

La durata massima del congedo fruita da entrambi i genitori, aumentata dal Decreto Legislativo n. 105/2022, è di 10 mesi ed elevata a 11 nel caso in cui il padre si astenga dal lavoro per almeno 3 mesi anche non consecutivi.

La durata del congedo parentale è quindi:

  • Massimo 6 mesi per le madri lavoratrici;
  • 6 mesi (7 se almeno 3 di congedo) per i padri lavoratori;
  • 11 mesi per il genitore solo.

I periodi possono essere fruiti in modo frazionato ad ore, alternato e simultaneo, purché non si superi complessivamente il limite di 11 mesi totali.

L’aumento della durata del congedo porta una maggiore flessibilità, agevolando quindi i genitori nella gestione dell’attività lavorativa insieme alla cura dei propri figli.

Novità Legge di Bilancio 2024 sul congedo parentale

La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto importanti miglioramenti agli importi riconosciuti come indennità per il congedo parentale fruito nei primi anni di vita del figlio.

Nello specifico, per i periodi di congedo parentale fruiti entro i primi 6 anni di vita del bambino e dopo aver fruito il congedo obbligatorio di maternità o paternità dal 1° gennaio 2023, spetta:

  • Un mese retribuito all’80% dello stipendio percepito;
  • Un mese retribuito al 60%, ma solo nel 2024 indennizzato all’80%;
  • Gli altri mesi retribuiti al 30%.

Si tratta di un incremento importante rispetto al precedente trattamento unico al 30% per tutta la durata del congedo.

Questo indennizzo permette di rendere economicamente più sostenibile l’assenza lavorativa dei genitori durante la crescita dei figli.

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Modalità di fruizione

Il periodo di congedo può essere fruito in forma:

  • Continuativa, usufruendo l’intero monte ore/giorni spettanti senza soluzione di continuità;
  • Frazionata, suddividendo le ore/giornate di congedo in più periodi non consecutivi.

È inoltre consentita la fruizione del congedo parentale in modalità oraria fino al compimento degli 8 anni del minore, anziché a giornate lavorative intere, ammortizzando meglio la minore retribuzione percepita durante questi periodi.

Tale beneficio rende la misura ancor più flessibile ed adattabile alle reali esigenze dei genitori lavoratori.

Come richiedere il congedo parentale

Il lavoratore, per poter usufruire del congedo parentale, deve presentare la domanda all’INPS, in via telematica, prima dell’inizio del periodo di astensione richiesto in quanto vengono retribuiti solo i giorni fruiti successivamente alla presentazione della richiesta.

La domanda può essere inoltrata tramite:

  • Portale web INPS con SPID, CIE o CNS;
  • Contact Center INPS;
  • Patronati e intermediari abilitati.

Decorsi 30 giorni dalla data di presentazione, il lavoratore può usufruire del congedo, ricevendo l’indennità direttamente in busta paga grazie all’anticipo da parte del datore di lavoro.

Sanzioni per uso improprio

Il congedo parentale deve essere utilizzato esclusivamente per la cura del minore. Pertanto, il lavoratore che lo utilizza per svolgere altre attività o ne fa un uso diverso da quello consentito dalla legge rischia il licenziamento, come stabilito dalla Cassazione in una sentenza del 2018.

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