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Green Pass obbligatorio: ultime novità sui controlli

Green Pass obbligatorio: ultime novità sui controlli

Per lavorare nel settore privato è necessario il Green Pass obbligatorio ma la novità per quanto riguarda i controlli è che si può saltare il controllo quotidiano del passaporto verde prima di entrare nel luogo di lavoro. Questa novità arriva dal decreto legge 127 del 21 settembre 2021, che ha introdotto l’obbligo di green pass per tutti i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato.

Vediamo insieme come funziona nel settore privato, i cambiamenti attuati, cosa succede nelle piccole aziende e le regole per i datori di lavoro.

Saltare il controllo consegnando la fotocopia del Green Pass

Il decreto legge 127 del 9/2021 consente ai lavoratori del settore privato di saltare la fila dei controlli stampando il passaporto verde e consegnandolo al datore di lavoro. Questa modalità rende più agevole l’accesso nei luoghi di lavoro perché vengono sfoltite le file per i controlli. È possibile consegnare sia il Green Pass obbligatorio per aver fatto il vaccino che quello per il tampone che dura, però, 72 ore o 48 a seconda del test effettuato. La scelta di consegnare la fotocopia del certificato verde spetta al lavoratore facoltativamente, non c’è obbligo anche perché l’obbligo potrebbe comportare alcune violazioni sulla privacy.

Scadenza del Green Pass obbligatorio durante l’orario di lavoro

L’emendamento prevede che per i lavoratori sarà comunque consentito concludere il turno lavorativo. Può capitare, infatti, di aver effettuato un tampone che viene riconosciuto dagli appositi dispositivi di controllo all’entrata del luogo di lavoro ma non più all’orario di uscita. Questo proprio perché la validità del tampone, a seconda del test fatto, è di 72 o 48 ore. Il dipendente a cui scade il proprio Green Pass provvisorio non sarà soggetto a multe né rischia di essere mandato via.

Green Pass obbligatorio nel settore pubblico: rischi per la pensione

Novità per le aziende con meno di 15 lavoratori

Anche per le piccole aziende con meno di 15 lavoratori l’emendamento prevede un prolungamento della sospensione di un dipendente che non possiede il Green Pass obbligatorio. È il datore di lavoro a provvedere a questa decisione e sostituire il lavoratore sospeso. Chi non possiede la certificazione verde, inoltre, è ritenuto assente senza giustificazione e sospeso dopo 5 giorni e, per le aziende con meno di 15 lavoratori, il contratto di sostituzione vale per 10 giorni lavorativi, non più da calendario. Questo contratto può subire un rinnovo solamente per la durata della situazione di emergenza che ad oggi è fino al 31 dicembre 2021. I dipendenti sospesi mantengono il diritto al posto di lavoro e non possono essere licenziati ma non ricevono lo stipendio.

Green Pass scaduto e conferma di prezzi calmierati

Nell’emendamento è anche previsto che il dipendente trovato in possesso di Green Pass obbligatorio scaduto, dopo un’ora dall’inizio del turno, rischia una multa dai 600 euro ai 1.500 euro.

Sono stati prolungati fino a fine emergenza anche i prezzi calmierati dei tamponi rapidi per rilevare il contagio da covid-19.

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