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Prestito vitalizio ipotecario: importi finanziati e risoluzione

Il prestito vitalizio ipotecario, noto anche come reverse mortgage, è una particolare forma di finanziamento non finalizzato destinata ai soggetti con età superiore ai 60 anni e in possesso di un immobile residenziale non ipotecato.

Il vantaggio del prestito vitalizio ipotecario consiste nel non dover restituire né il finanziamento né gli interessi in vita. In pratica, viene rimborsato alla banca o agli istituti finanziari solo dopo il decesso del beneficiario (o con la scomparsa del coniuge più longevo se cointestato ad una coppia di coniugi) grazie all’iscrizione, a favore dell’istituto erogante, di un’ipoteca di primo grado sull’immobile. Il rimborso, a meno che si decida di saldare anticipatamente il prestito, spetta agli eredi.

Importo finanziato con il prestito vitalizio ipotecario

L’importo finanziato dal prestito vitalizio ipotecario va da un minimo del 15% del valore dell’immobile a 60 anni fino ad un massimo del 50% dai 90 anni in su.

Per richiedere il vitalizio ipotecario bisogna avere almeno 60 anni e non c’è un limite di età per poterlo richiedere.
Il valore dell’immobile garantito da ipoteca viene stabilito previa perizia eseguita da un perito immobiliare stabilito dall’ente erogante.

Con il prestito vitalizio ipotecario, il richiedente può ricevere fino a 350.000 € senza dover vendere l’immobile e quindi può rimanere nella propria abitazione. È proprio l’ipoteca sull’immobile a garantire il rimborso del prestito vitalizio.

Rimborso prestito vitalizio ipotecario

Il prestito vitalizio ipotecario viene rimborsato dagli eredi entro 12 mesi dal decesso del più longevo dei contraenti.

Se non sono presenti eredi, il prestito viene estinto attraverso la vendita dell’immobile stesso da parte dell’ente erogante.

Gli eredi hanno tre possibilità per estinguere il prestito:

  1. Rimborsare il prestito vitalizio ipotecario in un’unica soluzione e riscattare l’immobile,
  2. Vendere l’immobile, in accordo con l’istituto finanziario, e rimborsare il prestito,
  3. Far vendere l’immobile all’istituto erogante per estinguere il debito e ricevere l’eventuale eccedenza di denaro ottenuta dalla vendita della casa.

Nel caso in cui, trascorsi i dodici mesi, il prestito vitalizio non è stato rimborsato, l’ente erogante è autorizzato a vendere l’immobile. Se l’abitazione non viene venduta entro un anno, verrà svalutata del 15% ogni anno fino a quando non verrà venduta.

Immobili non ammessi al prestito vitalizio ipotecario

Il richiedente, per ricevere il prestito deve concedere in ipoteca l’immobile all’istituto finanziario per garantirne il rimborso dopo il decesso. Solitamente viene concesso facilmente, salvo alcune eccezioni riguardanti l’immobile su cui iscrivere l’ipotec. Alcuni immobili non sono ammessi, ovvero:

  • Immobili già ipotecati,
  • Immobili e rustici non residenziali,
  • Immobili con vincoli artistici, paesistici o storici,
  • Immobili privi di concessione edilizia,
  • Immobili su zone concesse dai comuni ex legge n. 167/1962,
  • Immobili in zone ad elevato rischio sismico, a meno che si contragga una polizza assicurativa.

Risoluzione anticipata del prestito vitalizio ipotecario

Si ha la risoluzione anticipata del prestito vitalizio nel caso in cui vi sia:

  • Passaggio di proprietà o di altri diritti sull’immobile dato in garanzia;
  • Mancanza di manutenzione dell’immobile a tal punto da revocarne l’abitabilità;
  • Riduzione del valore economico dell’immobile attraverso diversi atti come, ad esempio, il cedimento di diritti reali di garanzia;
  • Modifiche all’immobile senza autorizzazione dell’istituto erogante;
  • Residenza di altri soggetti (ad esclusione dei figli) presso l’immobile dopo aver stipulato il vitalizio ipotecario;
  • Procedimenti conservativi o esecutivi subiti dall’immobile per il 20% minimo del valore.

Se entro dodici mesi dal momento in cui sussiste una di queste condizioni il prestito vitalizio ipotecario non viene rimborsato, l’istituto erogante vende l’immobile.

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